Terra e Mare, Flora e Fauna

L’insieme di isole e isolotti che costituiscono l’Arcipelago ha caratteristiche paesaggistiche e ambientali di particolare rilevanza tra cui spicca l’isola di Caprera censita tra i siti di maggiore importanza per la conservazione della natura dall’Unione Europea. Nella fascia costiera gli aspetti più interessanti riguardano le forme dei litorali di natura granitica caratterizzati da un andamento frastagliato in cui sono presenti rias e falesie. I depostici quaternari sono rappresentati principalmente dalle spiagge di dimensioni limitate che si trovano per lo più ridossate rispetto al ponente e al maestrale, venti dominanti. In alcuni casi, come la mitica spiaggia Rosa di Budelli, le sabbie sono arricchite da resti organici biodetritici quali briozoi e foraminiferi che danno luogo a particolari colorazioni.

Le principali formazioni vegetali sono quelle tipiche della fascia costiera mediterranea dove è presente una macchia dominata da ginepro, corbezzolo, lentisco, mirto, erica, cisto, euforbia.
Avifauna. Di particolare interesse sono gli uccelli marini presenti in quest’area con colonie nidificanti di gabbiano corso, berta maggiore e berta minore, marangone dal ciuffo, gabbiano reale e uccello delle tempeste.

Un mare meraviglioso.

Per quanto riguarda gli aspetti marini è possibile rilevare un’elevata ricchezza di habitat e di specie, alcune delle quali di rilevanza internazionale e inserite nella lista rossa delle specie da proteggere. Già nella zona superficiale caratterizzata dell’escursione di marea spicca la presenza di due specie di elevato interesse naturalistico, l’alga rossa incrostante (LITHOPHYLLUM LICHENOIDES) e la patella gigante (Patella ferruginea). Le concrezioni di Lithophyllum Lichenoides assumono una grande rilevanza per la presenza di una ricca microflora e microfauna con alcune specie esclusive. Questi popolamenti risultano poco presenti nel Mediterraneo e percò fanno assumere agli habitat marino dell’Arcipelago una notevole valenza naturalistica. I popolamenti di patella ferruginea si trovano soprattutto nelle isole di nord-ovest, è una specie molto limitata studiata e descritta dallo studioso Payrandeau già nel 1826. Di questo esemplare di patella gigante ne esistono due varietà (lamarcki e rouxi). Nel periodo tardo primaverile è possibile osservare piccoli esemplari sul nicchio di forme adulte che vengono trasportate per brucare la componente algale presente negli scogli. Più in profondità l’elemento che caratterizza i fondali è costituito dalla prateria di posidonia oceanica che rappresenta la principale biocenosi dell’area e i popolamenti precoralligeni caratterizzati da gorgonacei.
Per quanto riguiarda l’ittiofauna e la cetofauna, l’area marina dell’Arcipelago e delle Bocche di Bonifacio è tra le più interessanti e importanti del Mediterraneo con la presenza di popolazioni di cernie brune, corvine, saraghi, stenelle e tursiopi. La ricchezza delle specie pelagiche è dovuta alla particolarità della collocazione geografica ed spiegabile con il passaggio obbligato determinato dalla strettoia del canale tra Corsica e Sardegna.

Ulisse solcò questo mare.

Attratto dalla roccia dell’Orso, che imponente domina dalla costa sarda l’arcipelago e le Bocche, l’eroe dell’Odissea descrive questi luoghi. Conosciute e frequentate ab antiquo le isole sono uno scrigno di memorie e di tesori sommersi come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti tra cui spicca la grande nave oneraria romana affondata tra il 120 e il 110 AC nelle acque dell’isola di Spargi il cui prezioso carico di anfore e suppellettili si può ammirare nel museo archeologico navale di La Maddalena dedicato all’archeologo Nino Lamboglia che seguì il recupero negli anni ’50.