Il leudo vinacciere
La passione di un giovane fa risorgere alla Maddalena una storica barca a vela latina. Un esempio da valorizzare.
“Leonidas”, re di Sparta, 480.AC. È dall’eroe dell’epica battaglia delle Termopili che prende il nome il nuovo leudo che nobilita il porticciolo di Cala Gavetta alla Maddalena, l’isola che vanta la più bella flotta di vele latine del Mediterraneo. Il nuovo Leonidas è la ricostruzione fedele e minuziosa del vecchio Leonidas, un leudo ligure costruito sul finire dell’800 dal mastro d’ascia di Lavagna, Lorenzo Figallo, detto “Loencin”, una pietra miliare della storia della carpenteria navale.
Del Leonidas, re del cabotaggio ligure se n’erano però perse le tracce, finchè nel 1968 il progettista elbano Sergio Spina lo ritrovò abbandonato e semidistrutto in uno scalo di Marciana Marina. Da quella carcassa Spina nel trasse forme e misure ricostruendo lo scafo su carta. Ma i disegni rimasero chiusi nel cassetto per molti anni. Fino a quando, cinque anni fa, Ivan Zanchetta, giovane appassionato di storia marinara e cultore della vela latina, già proprietario di un gozzo sardo “Lybra”di 11 metri costruito nel 1958 e restaurato nel 2000, bussò alla porta di Sergio Spina con la speranza di trovare un’ispirazione per realizzare il suo ambizioso sogno. Dai cassetti di Spina uscirono diversi disegni di barche storiche, in particolare leudi, tra i quali Ivan scelse, a colpo sicuro, quello del Leonidas. “Mi sono tuffato in una sfida più grande di me- dice Ivan-, ricostruire un Leudo a distanza di quasi cent’anni dall’ultimo costruito a Lavagna nel 1924 è stata un’impresa folle, un dispendio di energie e di risorse non indifferente. Ma ora che ho portato a compimento, dopo anni di duro lavoro, quest’opera - prosegue il giovane armatore - mi sento appagato di tutte le fatiche e orgoglioso di avere realizzato una creatura meravigliosa, un autentico gioiello del mare”. Come l’araba fenice questo leudo è rinato dalla sue ceneri e i suoi robusti e pregiati legni, modellati in armoniche e inconfondibili forme, risolcano il mare per testimoniare una pagina importante del passato che ha unito i popoli del Mediterraneo. Per Ivan, infatti, il Leonidas rappresenta il continuo di una tradizione quasi scomparsa e che purtroppo molti non conoscono. Ne sono rimasti, infatti, pochissimi e stanno per scomparire a causa dell’incuria anche quelli.
Il Leudo è un veliero da carico armato a vela latina, una barca che appartiene ormai al passato. Il suo stesso nome di origine araba deriva da una radice linguistica indicante il legno e con la stessa origine dello strumento musicale (liuto). Come il liuto ha forme armoniche ed eleganti e un’anima viva, tutta di legno. Erano barche robuste e con notevoli doti marine che trasportavano di tutto: vino, formaggio, sabbia e qualsiasi merce che produceva fonte di guadagno. Collegavano la Liguria con La Sardegna, L’Elba, La Corsica, la Francia o la Spagna e a volte si spingevano più in la verso le coste dl Nord Africa affrontando condizioni di mare proibitive anche per velieri di più grosse dimensioni.
Il nuovo Leonidas è stato costruito alla Maddalena nei cantieri dei mastri d’ascia Carrano e Del Giudice autori di numerose imbarcazioni in legno e di importanti restauri di barche d’epoca. Mai, però, alla Maddalena era stato realizzato un leudo delle dimensioni del nuovo Leonidas. 25 tonnellate di stazza lorda, 15 metri di lunghezza per 5,10 di larghezza. All’opera di costruzione ha materialmente partecipato lo stesso armatore dedicando giorno e notte cura e attenzioni alla sua creatura e ricercando i dettagli costruttivi tipici del leudo e compiendo un’attenta ricerca storica dalle poche fonti rimaste. Il confronto costante con Sergio Spina, con i vecchi marinai, i mastri d’ascia e la documentazione iconografica hanno consentito di realizzare l’imbarcazione pressoché identica all’originale.
Oggi Leonidas arricchisce la flotta di velieri a vela latina presenti nell’Arcipelago della Maddalena, ne è l’ammiraglia e rappresenta un vanto e un prestigio per la marineria locale. Ma è anche il simbolo del recupero e della valorizzazione degli antichi saperi legati alla civiltà del mare di cui La Maddalena è un vessillo considerata la sua storia.
DESCRIZIONE LEGNAME UTILIZZATO
Chiglia Azobè
Ossatura (dritti, ordinate, bagli, paramezzale) Quercia
Fasciame Pino Larice
Ponte coperta Iroko
Opera morta (falchette) Mogano sapele
Tughe e arredi interni Mogano - Iroko
Albero, antenna, bompresso Pino di Svezia lamellare
Motorizzazione 1 motore diesel sei cilindri da 260 cv (Aifo 821 m)
CARATTERISTICHE TECNICHE LEUDO LEONIDAS METRI
Lunghezza fuori tutto esclusa l’asta di fiocco 14,80
Lunghezza tra i canti esterni delle batture 14,46
Lunghezza di stazza 14,00
Larghezza fuori tutto orlo impavesata 5,08
Larghezza al baglio massimo 4,65
Larghezza al galleggiamento 4,00
Larghezza di stazza 4,20
Bolzone dei bagli 0,40
Lunghezza dell’albero 13,00
Lunghezza dell’antenna 20,00
Lunghezza dell’asta di fiocco 7,00
Timone con barra a mano